Ecclestone, missile a Mosley"Avviso" del patron della F1: i boss possono rompere con la Fia
Altro che tregua, altro che pax. Bernie Ecclestone, dalle colonne del Times, lancia a Max Mosley un messaggio chiaro e intelleggibile: occhio che i team fanno le valigie (specie quella dei soldi) e se ne vanno.
L'alibi è sempre quello dello scandalaccio sessuale in cui è caduto il boss della Fia, la diatriba vera quella dei quattrini e del potere, con Ecclestone che accusa il dirimpettaio di volere dettare le regole del business: "Max non ha nulla a che fare con la finanza -dice Bernie- la Fia ha firmato un accordo con la Commissione Europea: definisce le regole dello sport, ma non ha niente a che fare con il denaro. Se Max viene fuori e dice che dobbiamo dare piu' soldi ai team, gli diro' di farsi gli affaracci suoi".
E alle trattative, alla dialettica, agli accordi con Mosley, Ecclestone sembra volere preferire le porte in faccia: "Chiarimenti? Tempo sprecato -spara- la gente non sa cosa sta succedendo. In questo momento una grande organizzazione non e' in grado di prendere decisioni: io sono responsabile davanti agli azionisti, ai team, ai costruttori, che hanno investito somme enormi".
Soldi che, giusto per chiudere in bellezza, mister Formula 1 non manca di ricordare da dove arrivino e il perchè potrebbero essere a rischio: "La comunita' ebraica controlla direttamente o indirettamente una parte rilevante delle risorse che arrivano alla Formula 1. E loro dicono che la Fia nondovrebbe farsi rappresentare da Mosley". Più chiaro di così, non si può: la parola divorzio torna ad aleggiare sopra i paddock.
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